La mia "carriera" Subacquea

Fate uno sforzo, leggetela, ci ho messo tre giorni a scriverla.

 

Sebbene abbia iniziato piuttosto tardi, il brevetto PADI Open Water Diver lo presi nel luglio del 1996 avevo quindi 32 anni, in questi ultimi 5 anni, come si dice, ci ho dato dentro, e nel luglio di quest'anno (2001), sono diventato istruttore.

Iniziai per caso, un amico che faceva servizio con me in ambulanza mi propose, o meglio lo perseguitai finché disse di si, di fare questa nuova esperienza... respirare sott'acqua.

Da quel momento la cosa che mi rilassa di più é andare sott'acqua, nei successivi due anni feci una trentina di immersioni tra Zanzibar, le Eolie e la Sicilia, così tanto per fare pratica, fino a quando non decisi di andare a Sharm El Sheikh in vacanza.

Fu l'inizio della "rovina".

Era il luglio del 1998 quando arrivai al villaggio "Faraana" e, come faccio ancora oggi, il primo luogo che visitai fu il diving.

Parlai con un'istruttrice (Silvia, non la rossa, la mora) alla quale spiegai di voler fare le "classiche" 2/3 immersioni al giorno per i successivi 5 giorni. E lei mi disse : "ma perché allora non fai il brevetto PADI Advanced Open Water Diver, sono 5 immersioni e ti costa quasi come le singole immersioni". Scoprii solo molto dopo il concetto di marketing subacqueo!!!

Ci pensai e alla fine accettai la "proposta".

Nei 5 giorni di permanenza al diving, sì perché io al diving ci "campeggio", anche se non ho immersioni da fare (cosa rara) resto in zona per vivere le esperienze e le emozioni che ognuno di noi ha. Dicevo, nei 5 giorni di permanenza al diving, feci l'advanced, presi la specialità Relitti, con il mitico Yme, grande sub e persona molto disponibile (lo costrinsi anche a fare il Thistlegorm ad Aria perché allora il Nitrox non mi interessava), feci anche la specialità Drift con Francesca e il Medic First Aid.

Ormai ero "partito", il mese dopo ci furono le ferie estive.

Quale posto migliore, in Italia, della Sardegna per le immersioni?

Fu così che arrivai, dopo aver percorso buona parte della costa Nord-Est della Sardegna fermandomi in tutti i diving a chiedere informazioni, a Porto San Paolo (32 Km, 64 Km andata e ritorno!!!, da dove alloggio tutt'ora durante le ferie) trovai il diving che mi ispirò professionalità e famigliarità. Al Centro Sub Tavolara trovai ad accogliermi una persona dall'aria rassicurante, Egidio, che oltre ad essere un istruttore é anche un grande fotografo subacqueo, biologo marino e scrittore di molti libri sull'ambiente marino della Sardegna, il quale mi spiegò come erano organizzate le escursioni sub, quali corsi si potevano fare e come era strutturato il diving.

Neanche a dirlo, i successivi 20 giorni li passai al diving.

Conobbi il socio di Egidio, Mario un Course Director PADI "vecchia maniera" molto scrupoloso e preparato e poi la mia "vittima" subacquea preferita: Claudio, un PADI Master Instructor con il quale ho passato più tempo sott'acqua che in superficie (53 immersioni su 230 fino ad ora fatte, le ho fatte con lui).

Nei 20 giorni di permanenza in Sardegna feci con Claudio le specialità Deep, Peak Performance Buoyancy (ad oggi, secondo me il corso più utile che abbia mai fatto), U/W Navigation, Serach & Recovery e Night.

Non pago dell'impegno, feci anche il corso Rescue, con Enrico e alla fine raggiunsi il mio obiettivo: Master Scuba Diver, anche questo, neanche a dirlo, a firma Claudio.

Pausa fino a Marzo 1999, quando andai alle Maldive, qui neanche un corso solo immersioni (che stia invecchiando?), ma ne valeva la pena. Nonostante i coralli soffrissero un po’ per il caldo, posti così ti rigenerano.

Arriviamo all'estate 1999, visto che avevo imparato la strada, tornai in Sardegna al solito diving.

Ritrovai gli amici dell'anno precedente e per rompere il ghiaccio, feci la specialità Biologia Marina Mediterranea con Egidio (e chi se non lui) dopodiché intrapresi come si dice "La via professionale della subacquea".

Nei successivi 20 giorni feci il brevetto Divemaster con Miho, istruttrice giapponese new entry dello staff del diving. Furono 20 giorni molto intensi, lo scambio dell'attrezzatura completa sott'acqua mi impegnò per ben 3 volte, ma alla fine riuscii a scambiarla. Penso che Miho se lo ricordi ancora.

A marzo del 2000, come tutti gli anni, visitai l'Eudi Show a Bologna e li ebbi la ferale notizia. Cercai lo stand del Centro Sub Tavolara e mi ci avvicinai. Dietro il banco due persone che non avevo mai visto al diving, pensai, "nuovo staff", e chiesi : "Scusate ci sono in giro Egidio o Mario?", risposta, di quelle che non lasciano scampo, "No, hanno venduto il diving!". Avete mai avuto la spiacevole esperienza di "perdere" degli amici? Ecco, uguale! Il mio primo pensiero fu: "E quest'anno con chi vado a fare immersioni?", poiché il biglietto per la Sardegna ormai lo avevo già comprato.

Stefano, l'attuale manager del centro, mi vide "svuotato", tanto che mi rassicurò che niente sarebbe cambiato nella gestione del diving, nelle escursioni sub e ci sarebbero state solo delle migliorie. La domanda venne spontanea: "E i prezzi?" Risposta: "Tutto come l'anno scorso"

Lasciai Bologna con il dubbio se tornare o no in quel diving.

A Maggio 2000 tornai a Sharm, con un obiettivo, fare la specialità Nitrox.

Ritrovai Silvia (non la mora, la rossa), persona vulcanica e simpaticissima, e con lei raggiunsi il mio obiettivo, il Thistlegorm in Nitrox. Onestamente non notai, in termini di tempo, un gran vantaggio dall'uso della miscela. Ma li dipende anche da quanto uno "succhia" aria.

Arrivarono le ferie estive, decisi di dare una chance alla nuova gestione del diving sardo.

Mi presentai al diving ed ebbi una bellissima sorpresa, per quell'estate Egidio e Mario sarebbero restati al diving per "traghettare" amici e clienti da una gestione all'altra. Dopo 15 anni di attività, per quanto mi riguardava erano soltanto 2, non potevano lasciarci in "mani sconosciute".

Conobbi meglio il nuovo proprietario del diving, Stefano un Course Director PADI "nuova maniera" molto orientato al business della subacquea, anche se, a mio giudizio, gli piace molto anche la parte "bagnata" della subacquea.

Ritrovai anche la mia "vittima", Claudio.

Decisi allora di fare il corso Assistant Instructor, così tanto per non perdere l'allenamento.

Fu un corso molto interessante oltre che intenso, una sorta di mini-IDC, ovvero corso istruttori, svolto tra la concezione "vecchia maniera" di Claudio, e le "nuove" idee di Stefano. Anche questo é uno di quei corsi che, visti da fuori, sembrerebbero quasi inutili, ma che, col senno del poi, giudico molto utile.

Nell'inverno 2000, mi posi la grande domanda: "Dove faccio il corso istruttori?". Certo farlo in Sardegna con la gente che conoscevo, mi attirava molto, ma tra viaggio aereo, soggiorno, corso ed esame.. non era il massimo della convenienza. Fatto salvo che avrei dovuto sparire per 2 settimane dall'ufficio.

Iniziai allora una ricerca su internet dei vari centri che svolgevano corsi istruttore a Milano e zone limitrofe. Centrai quasi subito l'obiettivo. Come non averci pensato subito, in Lombardia, e non solo, quando parli di subacquea ti viene in mente un solo nome Peppo Sub.

Visitai il suo sito e mi convinse, oltre al nome nel campo della subacquea, per lo staff di cui disponeva capeggiato da un Course Director, scoprii dopo "vecchia maniera", che con la sua faccia serena e paciosa emanava sicurezza e professionalità.

Lo contattai qualche mese dopo per avere la conferma alle mie sensazioni, gli chiesi di farmi il corso MFA Instructor, era Aprile 2001. Ci incontrammo in occasione del PADI Member Forum a Milano, e la settimana dopo a Varedo(Mi), presso la piscina Lido Azzurro, quartier generale operativo del Peppo, feci il mio corso, ed ebbi la risposta che cercavo.

Ecco con chi farò il corso istruttori.

Mi iscrissi subito, anche se mancavano due mesi all'inizio del corso, non si sa mai visto che non accetta più di 8 candidati per corso. Scelsi la formula Week-End, ossia 4 fine settimana dal venerdì sera alla domenica sera. Questo mi permetteva di conciliare il lavoro con la partecipazione al corso, oltre a limare un pò i costi accessori.

Il 22 giugno 2001 iniziò l'IDC, ci ritrovammo in 6 candidati, Raimondo (il Course Director "vecchia maniera") e come staff, 2 IDC Staff Instructor, Giorgio e Alberto.

La prima cosa che Raimondo ci disse presentando il corso fu: "Saranno 4 settimane durissime. Avrò lavorato bene se la domenica sera direte : Meno male che domani si va in ufficio!!"

Sembrava una battuta, ma man mano che i giorni passavano ci accorgemmo che non lo era affatto, tra le sessioni in aula, quelle in acqua e gli assegnamenti a casa, il week-end risultava molto intenso.

Lavorammo intensamente, con un crescendo di risultati, facemmo anche sessioni infrasettimanali per fronteggiare l'osticissima ruota ed arrivammo al fatidico week-end dell'esame.

Località delle prove teoriche e di acqua confinata, Garlate (Lc), le prove in acque libere ad Onno (Lc) sul lago.

Venerdì 20 Luglio 2001 ore 17:30 circa, con la macchina carica di bombole, attrezzatura e manuali arrivammo a Garlate.

L'inizio dell'esame era fissato per le 19:00. Prendemmo possesso delle nostre camere e iniziammo ad essere, secondo me, giustamente tesi. Si iniziava con Standard & Procedure, era il classico ghiaccio da rompere.

Alle 18:00 arrivò l'esaminatore della PADI, controllò la sala dell'esame modello FBI, alzò tutte le tovaglie per vedere se avevamo nascosto fogliettini vari. Nulla. Ovviamente.

Il tutto iniziò verso le 20:00, Yme, si l'esaminatore era proprio lui, il "mitico" Yme, presentò il programma dell'esame, ci fece compilare il solito Kg. di carta, ci diede le assegnazioni per i due giorni a seguire e assegnò la sequenza in cui ci saremmo dovuti presentare nelle sessioni di acque confinate e libere, ovviamente ero il primo.

Iniziò l'esame vero e proprio, la tensione si era trasformata in sano terrore, 50 domande in 90 minuti. Penso di non aver mai alzato la testa da quel foglio e dal manuale istruttori per tutto il tempo della prova.

Ci ritrovammo tutti fuori dall'aula in attesa dell'esito, penso che se avessimo avuto in mano delle lampadine, le avremmo accese modello Zio Fester della famiglia Addams.

Si aprì la porta e rientrammo tutti in aula, arrivò la sentenza: "Bene l'esame è andato bene per tutti ci vediamo domani mattina alle 8". Coinciso, lapidario.  Era andata!

Ci ritrovammo tutti mezz'ora più tardi per una pizza, dovevamo fare una cosa abbastanza veloce, il giorno dopo ci aspettavano le 100 domande dei quiz, le prove in acque confinate (quindi briefing e debriefing) e la micro lezione accademica. E avevamo solo fino alle 8 del mattino successivo per prepararle. Fu una notte molto intensa, gente che entrava e usciva dalle camere per "provare" le lezioni e i briefing. L'ultimo a provare la lezione fui io, erano le 3 e 20 del mattino.

Andammo finalmente a letto, le 7 arrivarono in un lampo.

Colazione e poi ancora in aula, c'erano le 100 domande.

Anche per questa prova la tensione era alta, anche se ben preparati, può giocare molto l'emozione. E come diceva sempre Raimondo durante l'IDC: "La strada dell'inferno é lastricata di buone intenzioni".

Ore 8, iniziammo i quiz, 120 minuti di sofferenza, qualche risposta che hai in un angolo del cervello, ma che non riesci proprio a ricordare. Ci ritrovammo nuovamente fuori dall'aula ad aspettare l'esito.

Si riaprì la porta, rientrammo in aula e lapidario come al solito, Yme ci disse: "Esame passato da tutti, ci vediamo tra 15 minuti per i briefing delle acque confinate".

La micro lezione teorica non ci spaventava più di tanto, durante l'IDC la media delle valutazioni era superiore al 4.0 contro il 3.4 richiesto.

Il grosso era fatto, pensammo. Ora si tratta solo di dimostrare le nostre capacità in acqua.

Ci ritrovammo prima in aula per i briefing e poi in acqua per gli Skills: Hovering, CESA, Togliere e Rimettere ARA sul fondo.

Iniziammo quindi le presentazioni di acque confinate, ero il primo, la solita fortuna!!.

Mi toccò: Uso fonte d'aria alternativa stazionaria. Trovai tutti gli errori assegnati.

Essendo il primo della fila, mi feci tutti gli esercizi assegnati agli altri candidati, infatti il valutatore se vedeva che trovavi subito gli errori ti faceva fare due candidati e poi ti fermava.

Tornati in superficie, subito debriefing in acqua e poi la valutazione. Un fantastico 4.4.

Sempre più vicini alla meta.

Ci ritrovammo dopo mezz'ora in aula per la presentazione accademica, mi toccò: Malattia da Decompressione.

Come prevedevo, nessun problema. Meritai un buon 4.3, si poteva fare di meglio, ma andava bene anche così.

Avevamo il pomeriggio e la serata libera, ci saremmo rincontrati la mattina seguente a Onno, sul lago, per le acque libere.

Buona parte della sera fu dedicata alla cena, ridemmo e scherzammo fino a mezzanotte. Poi un'oretta la dedicammo alla stesura del briefing e del debriefing per il giorno dopo.

Domenica 22 Luglio 2001, ci svegliammo alle 7, dopo la colazione liberammo le nostre camere caricammo le macchine e ci dirigemmo verso Onno.

Giungemmo che sembrava di essere a Rimini, macchine in ogni angolo, un traffico pazzesco ed erano solo le 9 del mattino.

Arrivò Yme e ad uno ad uno facemmo il briefing degli esercizi di acque libere assegnatici, a me toccarono Allagamento e svuotamento della maschera totalmente allagata e Pivoting Orale.

Subito dopo il briefing, ci toccò la prova Rescue anche qui tutto OK. Tranne per un candidato che, probabilmente a causa della tensione, si dimenticò di gonfiare il Gav, recuperammo poi la sua attrezzatura sul fondo del lago, ma l'esercizio andò bene.

Tutti pronti per l'ultima fatica, giù per la nostra gloria.

Sul fondo ci disponemmo secondo la solita sequenza, quindi anche qui ero il primo.

Iniziai con il primo esercizio, trovai subito gli errori, mi fece passare al secondo esercizio, anche qui trovai subito gli errori.

Finimmo il giro degli esercizi con la CESA, che l'ultimo candidato doveva fare.

Ci riportammo tutti in superficie, pronti per il debriefing.

Mi tolsi subito il problema, lo feci per primo.

Alla fine del debriefing, Yme mi chiamò vicino a sé e mi indicò, sulla sua lavagnetta, la valutazione: un meraviglioso 4.5.

La sua stretta di mano fu il compendio ad un impegno durato 5 settimane, fatto di notti quasi insonni per svolgere gli assegnamenti e grande impegno profuso durante l'IDC. 

Era fatta!

Aspettai, contenendomi, che tutti gli altri finissero il debriefing.

Alla fine hi-five per tutti, ce l'avevamo fatta tutti.

Raccogliemmo la nostra attrezzatura e ci spostammo nella zona "premiazioni", completammo la documentazione che Yme avrebbe portato in PADI e ricevemmo il nostro attestato di completamento con esito positivo dell'IE.

Eravamo, finalmente, PADI Open Water Scuba Instructor.

Fu questo che Yme scrisse sul mio Log-Book firmando l'ultima immersione: Finalmente Istruttore!

Arrivò il momento dei festeggiamenti, il tavolo con le bottiglie di champagne e salatini vari era pronto.

L'ideona... facciamo la foto ricordo, vero Lulù??

Tutti in posa davanti al tavolo, con Lulù che ci diceva: un pò più stretti, un pò più in là. Il sospetto mi venne quando Alberto si tolse la maglietta, ma fu troppo tardi, Raimondo dal fianco e Yme da dietro ci inondarono di Champagne, bagnati dalla testa ai piedi. Dopo aver bevuto e stuzzicato l'appetito abbiamo deciso di fare, per così dire, le foto ufficiali del gruppo, e qui il C.D. tentò di liberarsi dell'assistente. Ma poi pensò che gli sarebbe stato utile in un altro IDC e lo risparmiò.

Il pranzo concluse quella fantastica esperienza, caricammo le attrezzature in macchina e tornammo a casa, sopra la nostra personale nuvoletta, perché come dice un "saggio" (indovinate chi é) nella subacquea dopo Dio ci siamo noi, gli istruttori.

Concessi, per così dire, due giorni di ferie a Raimondo, sembrava veramente stanco... lui!!.

Il mercoledì successivo ci rincontrammo a Varedo per un altro tour de force, le specialità.

Nei giorni che seguirono, segregato nelle profondità dell'aula , presi i brevetti di istruttore di specialità in : Deep, Night, Wreck, Nitrox, Multilevel, U/W Naturalist, U/W Navigator, Search & Recovery, Drift, Altitude, Dry Suit e Dan Oxygen Provider.

Penso che per iniziare possano bastare, e partii per le ferie, dove? Solita isola, solito diving.

Come avrete capito, spero di avervi trasmesso quello che é per me la subacquea, in acqua ci sto benissimo e tutte le scuse, dai corsi alle uscite, sono buone per "tuffarmi".

Un'ultima cosa, volevo ringraziare le persone che mi hanno insegnato ad essere un buon subacqueo e portato ad amare questo hobby, un grazie di cuore a: Claudio, Egidio, Mario e per ultimo, ma solo perché l'ho conosciuto da poco, Raimondo.

 

Ciao a tutti.

Paolo

PADI O.W.S.I. #937252

 

 

Home  -  Chi Sono  -  Scuba  -  Links